Dialogo con la CIA

 

Data: Sconosciuta

Luogo: Area 51; Stanza 219

File: 14022011

Denominazione: Interrogatorio del “Messaggero”


Ed eccomi qui, dopo decenni di battaglie, davanti a quest’uomo tutto elegante, che respirando affannosamente, cercava di capire qualcosa di questa assurda situazione.

Eh si che questi della CIA ne vedono di cose strane: torturano gente, finanziano guerre, buttano giù torri…eppure questo bastardo non riusciva a smettere di sudare. Mentre cercava di trovare le parole giuste, il tempo passava, e questo insolito interrogatorio ormai assomigliava sempre di più al primo appuntamento di due fidanzatini che cercano di rompere il ghiaccio senza riuscirci. Interrogatorio che tra l’altro stava avendo luogo per mia scelta, non certo per chissà quale loro bravura nel catturarmi; anche perché con questo gioiellino di maschera simbiotica, mi sarebbe bastato pronunciare due parole per farli scomparire dall’esistenza per sempre: loro e i 398 “souvenirs” di altre galassie che respiravano nei 39 piani sottostanti.

Mi ero sempre chiesto cosa combinavano questi simpaticoni della famosissima Area 51, e avevo giurato a me stesso che prima di abbandonare questo pianeta ci avrei fatto un salto. Fortunatamente non avevo amici o parenti rinchiusi nelle loro prigioni, ma ero comunque curioso. Mentre mi chiedevo se da qualche parte avessero un negozio con le magliette e il merchandise, come ci aveva ben abituato il Vaticano nei secoli, i miei pensieri vennero interrotti da una voce tremante che cercava in ogni modo di fingersi sicura, senza successo: <<Perché si trova qui?>>

Abbandonati i pensieri sulle magliette di Gesù e i cappellini degli alieni, tornai alla realtà e lo fissai negli occhi. Stavo per narrargli del declino della Terra, del massacro di Andromeda e delle battaglie che avevo combattuto in questi 71 anni per evitare che la storia si ripetesse. La mia barba, ormai bianca, ne aveva viste tante: 31 anni sulla Terra, qualche mese nel Futuro, una morte provvisoria e altri scherzetti di vario genere; e con “scherzetti” intendo decenni di battaglie contro figli di puttana di altri pianeti, demoni, cyber soldati e complotti di ogni tipo. Ma oltre ai miei ricordi personali, avevano impiantato nella mia memoria artificiale anche gli ologrammi delle missioni passate, le profezie dei filosofi e quel che accadde a questo Pianeta molto tempo fa (che poi era ciò che mi aveva portato qui).

Per educazione, prima di cominciare, decisi di metterlo in guardia (dopotutto sono un gentleman): <<E’ una storia lunga, amico…1000 anni>>.

Lui mi guardò ancora più terrorizzato e sudato di prima, mentre l’odore di questa stanzetta cominciava a farsi decisamente pesante. Il suo linguaggio corporeo lasciava intendere che l’addestramento nella CIA non bastava a sopportare tutto questo, e probabilmente neanche l’aria condizionata.

<<Eh già amico, sarà una lunga nottata: ho combattuto 71 anni per l’Umanità e ora voi ascolterete tutto per filo e per segno, se volete sapere cosa accadrà fra 3 giorni…>>

L’uomo si allentò la cravatta e deglutì, visibilmente scosso.

Mi misi comodo anche io, mi schiarii la voce e quasi divertito esclamai: <<Devo cominciare con il “C’era una volta”o posso passare subito al giorno della mia morte?>>