L’ELIMINAZIONE DEI LIBERATI

Un ronzio assordante, sangue nero sullo specchio, urla agghiaccianti, sudore.

Mentre il trapano bucava il cranio, Alex teneva già in mano le pinzette e lo specchietto. Finita l’incisione contò fino a cinque, fece un respiro profondo e cominciò a scavare. Trovare quel minuscolo pezzo di carbonio inserito nella sua testa era ancora più complicato di quel che pensava e la vista cominciava ad annebbiarsi, probabilmente a causa di qualche area cerebrale toccata per sbaglio.

Mentre il sangue sgorgava caldo sul suo viso pallido, il sistema di sicurezza si attivò e il chip cominciò a produrre allucinazioni nella sua mente, illudendo Alex di avere finalmente realizzato i suoi sogni: una vita felice, una bella moglie, una casetta in Toscana, uno stipendio con la musica; 30 anni di vita felice virtuale, che in realtà erano 5 minuti e 47 secondi di agonia steso sul pavimento del bagno, necessari a permettere l’arrivo degli Ibridi nella sua abitazione, per sopprimerlo con un colpo alla nuca.

I “Liberati” venivano immediatamente soppressi, senza eccezioni.

La pelle di Kin ringraziava.

Alex aveva 12 anni quando sfidò il sistema tentando l’impossibile, e molti altri ci provarono prima e dopo di lui.

9 su 10 decedevano durante l’operazione, gli altri per mano del sistema.

Questa era la nostra amata società democratica del 2019: un sistema di controllo mondiale messo in piedi per impedirci di sognare e poterci tenere schiavi, affinché lavorassimo in silenzio e producessimo ricchezza per il vero governo del mondo. E chi riusciva a liberarsi, veniva immediatamente soppresso.

Stavano seppellendo l’umanità, ma non sapevano che eravamo radice umana.